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8月23日 fuori piove... Quando, un po' di tempo fa, scrissi che chiudevo questo blog ero certo di ciò che facevo... e lo sono ancora. Non ho cambiato opinione. Certo trovarmi a scrivere su queste pagine, di nuovo, dopo tanto tempo, mi fa strano. Mi sembra quasi uno di quei ritorni, una toccata e fuga, che sfiora un sapore di addio...ma nn voglio perdermi in qst discorsi che capirei solo io con la mia mente contorta. Fuori piove. Chi mi conosce sa che la pioggia è il momento ideale per me, il momento in cui ti fermi a riflettere accompagnato dal sussurrare dell'acqua che cade copiosa sulla verde radura che guardo fuori dalla finestra, alla mia sinistra. La pioggia è una grande compagna, arriva sempre al momento giusto, arriva a lavare via i sapori del passato per fare spazio ad un nuovo Sole che, fra poco, dovrà sorgere. Arriva nel momento dei saluti finali, quando, vuoi o non vuoi, devi prendere atto che quel momento decisivo, ultimo, finale (come direbbe qualcuno) è arrivato. Ed in effetti è qui, dietro l'angolo, è "domani" se non perfino "oggi"! Alla fine di qualcosa, di solito, si fanno i bilanci. E' stata sempre una mia fissa quella dei bilanci, lo ammetto. Però, chi mi è stato vicino in questi ultimi mesi lo sa, molti dei tasselli che prima ritenevo irrinunciabili per la mia vita, molti miei comportamenti, molte mie abitudini, non mi appartengono più e con esse anche quella di tirare le somme alla fine di ogni cosa. Prima era un punto fisso, oggi non ha più alcun valore perchè penso che il vero bilancio lo fai nel presente, quando senti dentro quelle emozioni che la vita ti regala, non a posteriori quando devi dare un prezzo e un peso a tutto per stabilire con razionalità se è stato meglio o peggio di chissà cosa.... Forse è stata la pioggia a portare via quelle abitudini a scolpire scrosciante con le sue gocce un nuovo me, forse il tempo che passa e ti fa crescere. Non lo so, non mi importa più di tanto, so solo che oggi è tutto diverso e che non si può rimanere fermi all'idea che si ha di noi solo perchè nel tempo c'eravamo abituati ad una determinata immagine...ma questo è un altro discorso. Scrivo, scrivo...se c'è una cosa che non è cambiata nella mia vita è il ruolo che lo scrivere ha. Scrivere e, quindi, trasmettere i propri pensieri ad un interlocutore immaginario, perchè magari nessuno leggera queste parole, è comunque di conforto o, talvolta, persino di aiuto. L'importante non è che qualcuno legga, la cosa che ti fa sentire bene è che tiri finalmente fuori quelle parole che qualcosa da dentro sta pronunciando. E' un flusso interminabile di verbi e termini che magari non hanno molto senso ma hanno comunque una grande importanza. Sorrido mentre vedo che, come ai vecchi tempi, in due minuti ho già scritto interi capoversi...come al solito direi... Sorrido perchè mi riporta ad un tempo neppure troppo distante, ma tremendamente lontano dal mio presente. Sorrido, e forse è solo una smorfia, perchè in realtà mi accorgo che non ho nostalgia del mio passato. Non ho nostalgia di lasciare qui la mia vecchia vita. Non sono sorpreso, me lo aspettavo, dopotutto ho aspettato per mesi che questo momento arrivasse. Non vedevo l'ora di cambiare aria, città, modo di vivere... non vedevo l'ora di partire alla ricerca di qualcosa di nuovo, di inesplorato, oppure più semplicemente di qualcosa che riesca a sentire profondamente mio, come nn ho mai sentito niente qui. No, non voglio essere come quelli che disprezzano tanto Rosolini solo perchè provano gusto a farlo, e si lamentano, sempre e comunque, rimanendo comodamente adagiati sulle loro posizioni oziose e nullafacenti. Si lamentano e criticano quelle persone per gli stessi comportamenti che poi loro per primi mettono in pratica... Questa città non è New York ma non è neppure da buttare, non è un inferno, non è un luogo inospitale. Però dopo un po', dopo anni in cui ti rigiri nelle stesse strade e nelle stesse piazze, sempre uguali, sempre prive di qualsiasi ambizione per il futuro, senza un'anima che pulsa, solo con un disperato e tormentato bisogno di nutrirsi di indifferenza, non puoi non renderti conto dell'apatia che ti trasmette questo roboante miscuglio piatto e mediocre. Sono colpito da chi, fra i miei compagni, ha deciso di rimanere qui. Sono colpito perchè è una scelta coraggiosa, forse in un altro momento avrei detto suicida, ma oggi dico "coraggiosa". Questa terra, che è la nostra terra, non offre molto e chi da questo arido terreno vuole far sbocciare qualcosa ha tutto il mio appoggio, anche se non la mia comprensione! Fino a qualche anno fa lo credevo possibile, oggi non più. Forse è solo un'opinione sbagliata, insensata. Però purtroppo è ciò che credo. Non ci credo ad un futuro qui. Non credo che possano cambiare le cose come ci viene promesso da un secolo. Non mi lascio incantare come hanno fatto i nostri genitori e prima di loro i nostri nonni. Questo posto rimarrà sempre uguale perchè, in fondo, a tutti conviene così. Le ingiustizie, le raccomandazioni, la prepotenza, le promesse mai mantenute, l'illusione di un posto di lavoro e di un futuro decoroso usata come arma contro di té... sono queste le cose che vediamo ogni giorno, ma ce ne dimentichiamo sempre, sempre. Anzi, non abbiamo più bisogno di dimenticarle perchè, oramai, non ci indignano più, non ci irritano più. Quando ero più piccolo ripetevo sempre a me stesso, io cambierò il mondo. Non avrò pace finché la mia terra non abbia nulla da invidiare alle altre regioni, perché nessuno possa ridere di noi, mai, in nessuna situazione. Quanti come me hanno sempre desiderato di cambiare il mondo, purtroppo però questo mondo, il nostro mondo, non vuole essere cambiato. E allora basta, perchè affannarsi, che senso ha? L'unica cosa che ha senso è cambiare, ma non il mondo, cambiare aria. Volare via in un posto, fosse anche il più lontano, dove un briciolo delle cose in cui credi con tutto te stesso possano essere realtà e non solo un irraggiungibile miraggio. Mentre scrivo ha smesso di piovere, forse è il segnale per smettere di scrivere...d'altronde ciò che c'era da dire l'ho detto...forse anche più e il cielo sembra proprio saperlo. |
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